Salute a tutti!
Le avventure di Martin, della sua mamma e del suo papà (cioè io) continuano sul nuovo blog: http://sonodiventatopadre.splinder.com/
Vi aspetto!
Alberto
Grazie a tutti, sono veramente felice! Sono sicuramente stati i più bei momenti della mia vita!
Io da tutta questa esperienza ho capito che la gravidanza va seguita giorno per giorno, passo dopo passo. Non basta passare la nottata in sala parto alla fine: bisogna essere presenti dal ginecologo per le visite e le ecografie, bisogna andare a visitare gli asili assieme, bisogna scegliere i mobili assieme, insomma, bisogna essere partecipi in ogni piccolo dettaglio e vivere ogni minuto possibile della gravidanza con la mamma per poter condividere fino in fondo con lei la sua gioia!
L'emozione enorme che ho provato ieri notte non posso neanche dire che mi abbia ripagato di tutto, perché sarebbe come dire che in qualche maniera io abbia vissuto questi mesi come un sacrificio, ma è stata veramente la cosa più bella che mi sia mai capitata e son sicuro che il fatto di essere stato vicino a mia moglie dall'inizio ed aver condiviso con lei questo percorso, abbia centuplicato l'emozione che ho provato alla fine!
Questo blog credo che sia giusto chiuderlo qua, con l'esperienza e la gioia della nuova vita.
Nei prossimi giorni aprirò un nuovo blog "sono diventato padre!" e tutto quello che segue.
Vi terrò al corrente.
Ciao
Alberto

E finalmente sei arrivato! Ti aspettavamo da tanto di quel tempo! Il mio bellissimo Martin!
Una volta tornati a casa dalla passeggiata, le contrazioni di mamma hanno iniziato a farsi via via più forti. Abbiamo aspettato ancora un po' per raggiungere la cadenza richiesta per il ricovero (una ogni cinque minuti per un'ora di fila) ma verso le dieci e mezza il dolore era diventato talmente forte che siamo partiti per l'ospedale.
In ospedale ci hanno subito mandati in una sala di ginecologia dove una levatrice ha visitato la mamma e le ha fissato un apparecchio per misurare le contrazioni. Quando siamo arrivati raggiungevano un indice di trenta-trentacinque al massimo ma rapidamente sono aumentate fino a cinquanta e oltre.
Purtroppo la dilatazione procedeva a rilento, così ci hanno lasciato in questa saletta per circa un'ora. L'intensità delle contrazioni cresceva di continuo, la mamma mi stringeva una mano fino a farmi male, mentre con l'altra le tenevo la schiena perché soffriva maledettamente alle reni. Verso le undici e mezza la levatrice è tornata e verificato che la dilatazione aveva raggiunto un'ampiezza accettabile, siamo partiti per la sala parto: la mamma l'hanno spogliata e le hanno fatto indossare una camicia da notte mentre a me mi hanno fatto mettere delle sovrascarpe e un camice in tessuto non tessuto.
Le cose andavano a sprazzi, niente per dieci minuti e poi un sacco di cose di colpo così pur volendo raccontare tutto son sicuro di dimenticare un sacco di cose: una che mi ha stupito è che mi immaginavo la sala parto molto più grande invece dei suoi cinque metri per quattro. Vabbé.
Verso mezzanotte è arrivato l'anestesista che ha praticato l'epidurale alla mamma. Io son dovuto uscire per circa cinque o sei minuti e quando son tornato ho visto dal diagramma della macchinetta che le contrazioni erano arrivate a 120-130. Credo che la mamma abbia passato cioè un gran brutto momento.
Una volta praticata l'epidurale le cose hanno iniziato a girare un po' più facilmente, solo per la mamma però perché tu invece hai iniziato a fare un po' di casino.
Non so dirti a che ora, credo doveva essere l'una passata quando la levatrice ha deciso che la dilatazione era arrivata al culmine e che mamma poteva iniziare a spingere. E' qui che le cose hanno iniziato a complicarsi. Non capivo cosa stesse succedendo, fatto sta che un'infermiera è partita per chiamare il medico di guardia e poi è arrivata un sacco di gente a guardare con la faccia non preoccupata ma comunque tesa. Tutti erano agitati e parlottavano fitto tra di loro e non capivo niente. Sentivo veramente montare il panico però vedevo la mamma tranquilla e allora ho pensato bene di starmene zitto e tenere la lingua in tasca. A un certo punto poi hanno deciso di prenderti del sangue estraendotelo dalla testa con una specie di tubo capillare e ci hanno finalmente spiegato che ti eri incastrato, forse ti eri intrappato nel cordone ombellicale o nella placenta, fatto sta che non andavi né su né giù.
L'esame del sangue estratto serviva a valutare se stessi soffrendo. L'indice di dolore fisico a quanto pare è una cosa che certi valori nel sangue riescono a esprimere. Purtroppo stavi soffrendo e trovandoci in un paese in cui si cerca di non provocare sofferenze inutili alle persone (come per esempio non è l'Italia), i medici han deciso di utilizzare una ventosa per aiutarti a uscire meglio. Ci han spiegato che in pratica il passaggio attraverso l'utero è composto da tre fasi: loro ti avrebbero aiutato a superare la seconda fase ma il resto sarebbe comunque stato compito della mamma.
Devo dirtelo, la mamma è una persona forte e coraggiosa. Te lo dico perché a me mi potrai prendere per sfinimento, la mamma no. Dall'inizio alla fine della tua gravidanza ha tenuto duro, non ha mai ceduto di un millimetro ed io non solo la amo tantissimo ma davvero la stimo e la rispetto veramente tanto. Ha iniziato a spingere forte in corrispondenza delle contrazioni ed io stavo di fianco a lei e le tenevo il collo e la schiena e la vedevo tutta rossa, con le vene del collo gonfie. La levatrice urlava come un allenatore di boxe e tutte le facevano i complimenti perché stava spingendo bene, e le contrazioni andavano e venivano e la mamma spingeva e la levatrice urlava finché a un certo punto ho visto uscire un pezzettino di testa! All'inizio sembrava non so neanch'io, tipo un cono gelato peloso. Ho preso la mamma per un braccio e volevo dirglielo ma dall'emozione la voce non mi usciva, poi non volevo distrarla dal suo lavoro di spinta. Poi la testa è uscita completamente e poi le spalle e poi sei scivolato tutto fuori : un po' schiacciato, sporco di sangue e gelatina, grigio e rosso ma bellissimo! Ed hai pianto!
Erano le due e trentaquattro del mattino del 20 Gennaio. Sei nato tu.
Lì io e la mamma ci siamo messi a piangere come due fontane, ci guardavamo e piangevamo. La cosa che mi ha stupito è che piangevo lacrime così calde che mi bruciavano gli occhi e me le sentivo scorrere roventi sulla faccia. L'infermiera ha detto: "Forse il papà è troppo sconvolto per tagliare il cordone. " E io ho detto no no, voglio tagliarlo io. Il cordone ombellicale è bianco latte fuori e rosso sangue scuro dentro. Te lo presentano preso tra due forcipi e ti chiedono di tagliare in mezzo. Io ero così fuori di testa che ho tagliato il cordone e poi le ne stavo andando via con le forbici e l'infermiera ha dovuto rincorrermi, mi ha preso per un braccio e mi ha detto: "No, queste le deve dare a me!"
Ti hanno pulito velocemente e ti hanno dato alla mamma mentre la ricucivano. Poi mentre pulivano la mamma ti ho preso io. Di bambini in braccio ne ho presi parecchi, non tantissimi ma parecchi ma la sensazione che provi quando prendi per la prima volta tuo figlio in braccio è unica, indescrivibile. Comunque non so se assomigli proprio a me ma hai decisamente più un'aria del lato della mia famiglia che della famiglia di mamma. Un po' assomigli allo zio A. un po' al nonno (mio), un po' a un piccolo budda! La bocca però è della mamma!
Ti hanno messo su un fasciatoio sotto a una specie di lampada a incandescenza: sentivo il calore da un metro e mezzo ma tu tremavi come una foglia. Lì ti hanno preso le misure (sei alto 52 cm. e pesi 3kg500) poi hanno guardato se tutto era a posto (hai un piedino un po' storto ma a quanto pare capita relativamente spesso e la chiropratica ti rimetterà rapidamente a posto, e poi hai un bozzo in testa dove hanno attaccato la ventosa).
Siamo rimasti ancora un bel po' in sala travaglio, il tempo che rimettessero tutto a posto. Qui ho sentito l'adrenalina scendere e mi è presa una stanchezza assurda, quindi non so bene cosa sia successo. Ricordo che l'infermiera ti ha cambiato e tu hai subito sporcato il pannolino nuovo. Poi ti abbiamo messo la camicina che ti aveva comprato lo zio A., poi ti abbiamo vestito. E poi ti hanno messo in braccio a mamma per vedere se poppavi e non hai poppato.
Verso le cinque e mezza ci han detto che potevamo salire in camera. La mamma è venuta su con una sedia a rotelle mentre io portavo su le giacche i maglioni e tutta la roba che c'eravamo portati in sala parto, poi sono andato in macchina a recuperare la valigia, l'ho lasciata alla mamma e sono uscito. Mentre venivo via son passato alla nursery e ti ho preso le prime due foto della tua vita (un paio avevo cercato di prenderle in sala travaglio ma era troppo scura, non son venute bene).
Alle sei sono arrivato a casa e i nonni si sono alzati per venire a sentire com'era andata. Ho mostrato le prime foto ed ovviamente la nonna si è messa a piangere.
Finalmente sono andato a dormire. Mi sono svegliato verso le dieci e mezza e già la zia di Firenze mi aveva cercato. Non so come abbia fatto, deve avere un sesto senso. Aveva chiamato già ieri sera e quando non ci ha trovati ha capito quello che stava succedendo. L'ho richiamata, poi ho chiamato gli zii di Treviso e poi son venuto in ospedale. Eri già cambiato. La mamma aveva recuperato in maniera straordinaria al punto che dopo una nottata così si è alzata ed è andata da sola a farsi la doccia e io son rimasto con te. Non hai pianto un secondo: sentivo tutti i bambini attorno strillare e tu sei stato buono come un angioletto. E' venuta l'infermiera a darti il Dolipran per la testa e a pulirti e hai di nuovo fatto lo scherzo del pannolino nuovo!
Son tornato a casa, ho chiamato mio fratello, lo zio A.: son cascato su zia G. che ha piantato un urlo di gioia che quasi mi sfondava un orecchio. Poi io e i nonni abbiamo mangiato e poi siamo venuti su a vederti. La puericultrice ha provato di nuovo a farti poppare, ma non hai poppato. Tu eri un po' nervoso e allora ti ho preso in braccio mentre la mamma dormiva. I nonni sono stati un po' poi sono andati a casa. Appena ti ho preso hai smesso di piangere e ti sei addormentato. Sei stato due ore in braccio tranquillissimo, non ti sei praticamente mosso.
Stasera ho mandato le prime foto in giro: tutti dicono che Martin (Martén, alla francese) è un nome bellissimo come del resto sei bellissimo tu, e tutti muoiono dalla voglia di vederti. Come me del resto. Non vedo l'ora che sia domani per venire a riabbracciarti. Per ingannare l'attesa ho messo una tua foto sul desktop, ogni tanto faccio "riduci a icona" e ti guardo.

Caro Ciccio,
Ormai ci siamo! Oggi mamma mi ha tirato giù dal letto alle sei perché aveva delle perdite d'acqua: siamo andati all'ospedale e ci han detto che non sono ancora "le acque" ma che manca poco.
Questo pomeriggio siamo andati a fare una passeggiata per "accelerare i tempi" ma siamo dovuti tornare a casa perché le contrazioni si fanno sempre più forti.
Non mi stupirei se l'ora X arrivasse nel corso della giornata di domani.

Caro Ciccio,
Oggi siamo andati a vedere quella che con ogni probabilità sarà la tua badante.
E' una signora simpatica, con una bella faccia di luna piena sorridente, una bella faccia da mamma. Sembra avere un bellissimo rapporto con il bambino che guarda adesso e l'ho trovata una persona franca, pulita e convincente.
Certo, il marito sembra un Alvaro Vitali con le batterie scariche e la casa forse è un po' piccolina ma vabbè, non si può pretendere tutto.
Del resto rimane a quattro o cinque isolati da casa e tutto sommato non costa neanche tanto. Vabbè, i soldi sono un dettaglio però diciamo che nel complesso male non fa.
Intanto sono arrivati i nonni che hanno occupato la tua stanza. Il lettino è finito di fianco al lettone e per evitare che tu dorma vicino alla finestra, dopo dodici anni di pacifica convivenza io e la mamma invertiremo i lati ed io mi metterò a sinistra.
La nonna non vede l'ora di vederti, come noi del resto. Anche il nonno sembra eccitato. Ieri mi ha fatto una mezza lezione di paternità, come comportarsi con i figli eccetera.
Mah, devo dirti la verità, alla fine l'ho trovato interessante e sono stato ad ascoltarlo volentieri. Del resto lui ne ha cresciuti tre, ha un sacco di cose da insegnarmi e non sono così orgoglioso da non riconoscerlo.
Caro Ciccio,
Ecco le immagini che ti ritroverai in camera:





Caro Ciccio,
Oramai ci siamo, mancano solo più due settimane. Ieri la mamma è stata dal ginecologo che le ha detto che hai iniziato a scendere. Secondo lui dovresti rispettare i termini. In ogni caso non supererai il il 28 perché se il 26 la mamma non dovesse ancora avere le contrazioni dovremo prendere appuntamento in ospedale per provocare il parto nel giro di due giorni.
Insomma, ci siamo: in questo momento sto guardando il calendario appeso alla parete di fronte a me, nello studio dove teniamo il computer e sto pensando che quando volterò la pagina tu sarai qua.
Brividi.
In camera abbiamo appeso dei quadri di una illustratrice francese di nome Nathalie Chou, molto carini. Son sicuro che ti piaceranno. Mi sarebbe piaciuto postarne qualcuno qui ma su internet non ne ho trovato manco uno!
Ah, oggi la mamma è andata a vedere una badante. E' rimasta entusiasta. Dice che è gentile, i bambini che guarda la adorano e sono adorabili e non costa una follia. In più è qua dietro. Mercoledì la vedrò anch'io e ti dirò com'è.
Per il resto niente, vorrei chiamare in giro amici e parenti ma so già che appena sentiranno la mia voce diranno: "Allora, ci siamo?!"
E io: "No, non ancora."
"E quanto manca? Chissà come sarai agitato! Lo sai che non dormirai per dei mesi! La tua vita cambierà radicalmente, non sarai più libero, non potrai più far niente! Finita la bella vita!"
E allora preferiso non chiamare.
Sto qua ed aspetto.

Caro Ciccio,
Ieri io e la mamma siamo andati a Parigi per l'ultima volta da soli. Infatti abbiamo deciso di non allontanarci più troppo dall'ospedale e in pratica per qualche tempo non ci andremo più. E' un po' un peccato perché mercoledì a Parigi iniziano i saldi: conta che i giapponesi si sparano diecimila km in aereo per esserci ma pazienza! Se ne riparlerà a Luglio, quando avrai sei mesi: tanto oramai i nostri posti son sempre quelli e ci mettiamo relativamente poco tempo.
Insomma, ultimo giro di giostra, così son passato dalla libreria italiana dove ho comprato l'ultimo di Benni.
Poi andando a Les Halles, in una stradina sotto Pigalle ho trovato una borsa che cercavo da una vita.
A Les Halles mi son comprato un paio di jeans e il parasole della macchina foto.
E infine al centro beaubourg ho comprato il calendario per lo studiolo.
Insomma, una giornata di sano egoismo paterno. Mamma alla fine era stanchissima però usciti dal centro Pompidou (dove c'è il bagno gratis) guardavamo la piazza illuminata, con gli acrobati, gli artisti di strada più o meno in gamba, più o meno sfigati ed i ragazzi seduti nella conca a guardarli, e in alto la folla che serpeggiava tra i caricaturisti, gli espositori dei negozi di stampe d'arte, i mega bocchettoni d'aria e i carretti delle crêpes. E tutto attorno le finestre illuminate di queste case sottilissime, di tre o quattro piani, accavallate le une sulle altre senza una logica. E in mezzo alla piazza, come una sfinge post moderna, il centro con la grande scala a zig zag di luci al neon: un'immagine bellissima e pensavamo a quanto tu sarai fortunato ad avere tutta questa bellezza a disposizione sin da bambino.
Vabbè. Poi siamo andati a mangiare al giapponese. Per una volta ci hanno dato il posto al bancone e davvero non vedo l'ora di portartici per vedere la tua faccia quando il cuoco dà fuoco ai calamari! Per le bacchette poi si vedrà!

Caro figlio,
Mancano solo più tre settimane alla tua nascita. Forse anche meno perché come mi faceva notare un amico, martedì 22 sarà giorno di luna piena e spesso il plenilunio ha un'influenza molto forte sulle gravidanze.
Mi sembra di essere tornato al periodo precedente alla partenza per la Francia. Anche allora come adesso vivevo in un misto di angoscia ed eccitazione e come allora, anche adesso tutto finisce per essere rapportato ad un unico evento come se fosse un cancello sul futuro. Oggi la mamma ed io siamo andati a fare la spesa. Ho comprato la marmellata per la colazione: ho visto che la la nostra marca preferita ha tirato fuori due nuovi gusti e li ho presi per provarli. Ecco, l'idea che almeno uno di questi due barattoli sarà aperto quando tu sarai già nato mi ha dato una specie di vertigine.
Mercoledì poi inizieranno i saldi. Mi chiedevo se mamma riuscirà a venire a fare un giro per negozi il sabato o se saremo in ospedale o se magari sarai già persino nato.
Come vedi cioè, diventa difficile fare programmi non dico a lunga scadenza perché quelli al limite li possiamo anche fare, ma a medio e breve termine, che poi sono quelli che ti toccano più da vicino.
La mamma è stanca, non ne può più anche se tutto sommato sta bene. Più che altro si annoia. E poi la pancia è diventata enorme. E' arrivata a 15 kg di sovrappeso, e si stanca rapidamente . Inoltre le pesi sulla vescica e così ha un'autonomia di circa un'oretta, poi deve andare in bagno.
Io per conto mio ho un difetto, l'ho sempre avuto: ho pochi ram di memoria in testa. Se mi gira un'applicazione o un pensiero fisso divento distratto e lento di comprendonio. In questo periodo sono un disastro. La gente mi chiede le cose per sapere come va ed io taglio corto, il più gentilmente possibile ma corto. E' che ho troppa memoria occupata per riuscire a concentrarmi in una conversazione in francese che vada al di là delle solite due frasi in croce.
Comunque ieri sera ti ho cantato "La Gatta" di Gino Paoli. A giudicare da come ballavi direi che ti è piaciuta.
PS: Buon anno a tutti!
La camera di Ciccio

Il panorama dalla finestra di Ciccio
